Il Marocco è stato uno dei miei viaggi preferiti in assoluto e non posso che consigliarvelo.
I suoi vicoli dai mille colori e profumi mi hanno letteralmente stregata: ho ancora negli occhi i mercati infiniti, i mosaici ipnotici delle pareti e nella mente il sapore degli innumerevoli tè alla menta.
È una terra splendida e profondamente affascinante, e non vedo l’ora di tornarci per esplorare i luoghi che non sono riuscita a visitare questa volta.
Io ho dedicato al Marocco una settimana, tra aprile e maggio, e vi direi che è il minimo indispensabile se, oltre alle città imperiali, volete includere anche il deserto del Sahara.
In questo articolo voglio raccontarvi alcune cose che avrei voluto sapere prima di partire e che, purtroppo, ho scoperto a mie spese.
Ecco quindi le cose che secondo me è meglio non fare in Marocco, per vivere il viaggio nel modo migliore possibile.
- GIRARE DA SOLI NELLA MEDINA DI FES DOPO LE 22.00
- VISITARE FES SENZA UNA GUIDA
- FARE UN HAMMAM SENZA INFORMARSI PRIMA
- NON ANDARE NEL DESERTO DEL SAHARA
- SALIRE SUL DROMEDARIO NEL DESERTO
GIRARE DA SOLI NELLA MEDINA DI FES DOPO LE 22.00
Questo è senza dubbio il consiglio più importante di tutti: non avventuratevi nella medina di Fes dopo le 22.00 senza una persona del posto.
Vi racconto brevemente la mia esperienza, così magari eviterete il nostro stesso errore.
Arrivavamo dal deserto: sveglia all’alba, circa 10 ore di macchina e addosso tutta la stanchezza accumulata. Una volta arrivati al nostro riad, situato all’interno della medina di Fes, volevamo solo mangiare qualcosa e andare a dormire.
Raggiungiamo il ristorante senza problemi con Google Maps, ceniamo bene e, nel frattempo, si fanno le 22.00. Usciti dal locale, però, la situazione è completamente diversa: tutte le attività sono chiuse, non ci sono più punti di riferimento e i vicoli sembrano improvvisamente identici tra loro.
Proviamo a usare Maps come all’andata, ma anche lui sembra completamente disorientato: ricalcola percorsi su percorsi, senza mai portarci al riad. In giro ci sono solo uomini che cercano insistentemente di convincerci a seguirli, raccontandoci che dopo una certa ora le porte delle moschee si chiudono bloccando alcune strade (spoiler: non è vero).
Tutti vogliono “aiutarci”, ma con un’insistenza che non ci convince affatto. Turisti in giro praticamente zero, solo altre due persone nella nostra stessa situazione.
A un certo punto, stanchi e disorientati, decidiamo di fidarci di un ragazzo che parla italiano e dice di sapere dov’è il nostro riad. Ci fa camminare per circa 40 minuti in questo labirinto buio che è la medina di Fes. Tutti lo conoscono, lo salutano e ci dicono che siamo in buone mani.
Dopo incontri con cani randagi e personaggi poco rassicuranti, ci dice che siamo arrivati e che basterà girare a destra e poi a sinistra per trovare il riad (spoiler: non è vero neanche questo).
A quel punto inizia a intimidirci, chiedendoci 70 €. Settant’euro per non averci nemmeno portato nel posto giusto. Dopo un po’ di discussione riusciamo a dargliene “solo” 25 € per farlo andare via.
Ovviamente il riad non c’è, noi siamo stremati e ormai è quasi mezzanotte. Per fortuna il mio telefono prende finalmente campo e riesco a contattare i proprietari del riad, che vengono a prenderci.
Parlando con loro (e facendo qualche ricerca) scopriamo che girare nella medina dopo le 22 è fortemente sconsigliato. Peccato non saperlo prima.
👉 Il mio consiglio:
- chiedete al personale del riad se qualcuno può accompagnarvi e venirvi a riprendere
- oppure cenate direttamente nel riad
- in alternativa, valutate di alloggiare fuori dalla medina ed entrarci solo di giorno
VISITARE FES SENZA UNA GUIDA
Proprio per quanto raccontato sopra, vi consiglio caldamente di visitare Fes con una guida.
La medina di Fes è la più grande del mondo e, credetemi, è un gigantesco labirinto. Le porte sono tutte uguali, le strade si incrociano in modo illogico e Google Maps si perde continuamente.
In più, una guida rende la visita infinitamente più interessante: vi racconterà curiosità, storia e dettagli che da soli non scoprireste mai.
Noi abbiamo chiesto ai proprietari del riad di organizzarci un tour di mezza giornata. Ci hanno trovato una guida che parlava perfettamente inglese e abbiamo pagato 20 € in totale (divisi in tre). Ci ha portato in tutti i principali punti di interesse, comprese le famose concerie.
Ne è valsa davvero la pena e lo consiglio senza esitazioni.
Se preferite una guida in italiano potete trovarla qui.
Vi lascio anche il link del nostro riad prenotato su AirBnb. Le stanze erano un po’ piccole e il bagno essenziale ma la struttura è molto caratteristica, la colazione abbondante e buona e ci siamo trovati molto bene con il personale.





FARE UN HAMMAM SENZA INFORMARSI PRIMA
Premessa: io ho deciso di non fare l’hammam. Proprio perché mi sono informata molto e ho ascoltato diverse testimonianze, ho capito che non faceva per me.
Questo non significa che non lo consigli, anzi. Dico solo che è fondamentale sapere bene a cosa si va incontro.
L’hammam tradizionale non è un massaggio rilassante. È un rituale antico di purificazione, nato in origine prima della preghiera. Si è nude, sedute a terra, mentre una donna vi lava con secchi d’acqua, scrub esfolianti e vapore.
Esistono hammam più turistici, rivisitati in chiave “spa”, sicuramente più soft. Ma se volete vivere un’esperienza autentica, sappiate che è qualcosa di molto diverso e non adatto a tutti.
Io non mi sarei sentita a mio agio e quindi ho preferito rinunciare.
NON ANDARE NEL DESERTO DEL SAHARA
Il motivo principale del mio viaggio in Marocco era proprio lui: il deserto del Sahara, più precisamente la zona di Merzouga.
Per me andare in Marocco senza vedere il deserto non aveva senso, ed è anche per questo che ho aspettato di avere almeno una settimana di ferie.
Visitare il Sahara richiede tempo, ma secondo me è un’esperienza imperdibile.
Noi abbiamo prenotato un tour da Marrakech a Fes su Get Your Guide e ci siamo trovati molto bene: prezzo onesto, programma rispettato e alloggi carini.
Tenete però presente che le distanze sono lunghissime: passerete molte ore in macchina e il tempo nel deserto vero e proprio si concentra nel pomeriggio, nella notte e all’alba.
Se avete più tempo, vi consiglio un tour di 4 giorni invece che 3, per viverlo con più calma.
Il paesaggio è spettacolare, da vedere almeno una volta nella vita. Anche se, devo ammetterlo, l’esperienza nel deserto del Wadi Rum in Giordania mi è sembrata più autentica: lì mi sono sentita davvero scollegata dal mondo, mentre a Merzouga… c’era pure campo sul cellulare.
Una nota negativa riguarda la cosiddetta tappa delle “scimmie” tornando verso Fes. Qui alcuni ragazzi vendono cibo ai turisti per darlo alle scimmie, che finiscono per concentrarsi tutte nello stesso punto e litigare tra loro.
Ho trovato questa scena molto triste e vi invito a non sostenere questo tipo di turismo poco etico.


SALIRE SUL DROMEDARIO NEL DESERTO
Restando in tema di turismo non sostenibile, voglio parlarvi anche dei dromedari.
Purtroppo è difficile trovare tour che propongano alternative ai dromedari per raggiungere il campo tendato. Io non ne ho trovate. L’unica cosa che sono riuscita a fare è stata chiedere di evitare la cammellata almeno al ritorno, che ho fatto in jeep.
I dromedari erano visibilmente sofferenti e infastiditi, costretti ad andare avanti per inerzia a causa delle corde legate alla mandibola.
Per me è stata un’esperienza da evitare: poco etica, scomoda e decisamente poco piacevole.
Vedi anche: cosa fare in 24 ore a Marrakech



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